Il Libro della Giungla, un capolavoro Disney senza tempo.

 

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Ogni essere umano è artefice del proprio destino. Questo è il messaggio principale del film.

Il regista Favreau (Iron Man) usa effettivi visivi monumentali per descrivere le fatiche che Mowgli, il cucciolo d’uomo, è costretto a superare per trovare un posto nel mondo. Raggiungere questo scopo non è mai facile, perciò il protagonista dovrà ingegnarsi per avere i giusti alleati e per capire gli inganni architettati dai nemici, impegnandosi per rispettare la natura e per aiutare gli altri. Il giovane attore newyorkese Neel Sethi interpreta il personaggio inventato da Klipling nel 1894 e secondo le dichiarazioni del regista, pare che si sia divertito molto a girare le scene, come quella nel fiume con il simpatico orso Baloo.

mowgli post

L’opera vale il prezzo del biglietto, uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Nella storia ogni animale delinea un aspetto umano, Akela il lupo saggio che deve scendere a compromessi per garantire un futuro al suo branco, Bagheera, la pantera nera, è l’amico fedele e lungimirante che tutti vorrebbero, Kaa, il pitone, rappresenta l’inganno, Raksha, la mamma lupa, esprime tutto l’amore femminile per la vita, infatti essa ha cresciuto Mowgli e lo difende anche se non è il suo figlio naturale. La sua lealtà e la determinazione la renderanno la capobranco. Re Luigi, l’orango, che cerca di sfruttare il prossimo solo per tornaconto personale. Infine c’è Shere Khan, la temuta tigre del bengala, che odia l’uomo perché suo acerrimo nemico e usa la violenza per eliminare un’ipotetica minaccia.

La versione italiana poggia sui pilastri di un doppiaggio magistrale e sulle musiche originali rivisitate dal compositore John Debney. Una pellicola da 175 milioni di dollari per una storia memorabile di coraggio e di amicizia. Un tributo alla natura, che l’umanità dovrà proteggere se vorrà salvare se stessa.

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Milko Miti

 

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